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	<title>in pensiero &#187; musica</title>
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		<title>Per una poesia ben temperata /estratti</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 11:49:22 +0000</pubDate>
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  ____________________________________per leggerlo intero scarica l&#8217;ebook 06
#1
Occorre innanzitutto precisare quella che è una mia convinzione profonda e cioè che la poesia sia un’arte implicitamente politica, indipendentemente dai temi che essa decide di trattare, ma precisamente per la sua forma, e, ancor più precisamente per le forme della sua ricezione. Il rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lello Voce | </strong>saggio<span style="color: #ffffff;">__________________________</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"> </span><span style="color: #ffffff;"> </span><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">____________________________________</span>per leggerlo intero <strong>scarica</strong> l&#8217;<span style="color: #800000;"><a href="http://www.inpensiero.it/ebook/InPensiero_6_e-book.pdf"><strong><em>ebook</em> 06</strong></a></span></span></p>
<p><span style="color: #888888;">#1<br />
Occorre innanzitutto precisare quella che è una mia convinzione profonda e cioè che la poesia sia un’arte implicitamente politica, indipendentemente dai temi che essa decide di trattare, ma precisamente per la sua forma, e, ancor più precisamente per le forme della sua ricezione. Il rapporto tra artista e fruitore caratterizza in modo radicale le arti e le loro forme e ciò vale, a maggior ragione, per un’arte che, come ha giustamente sottolineato Frasca, è, prima ancor che un’arte, un medium, il primo medium che l’uomo conosca per la trasmissione dell’informazione ‘non genetica’. La poesia nasce prima dei poeti. La poesia nasce insieme alla comunità. [...]<br />
</span></p>
<p>#2<br />
È questo della poesia l’unico caso che io conosca in cui un’arte rinuncia, più o meno spontaneamente, al suo canale di trasmissione originario, adottandone uno diverso e per molti versi opposto, riuscendo, però, a sopravvivere a questa mutazione.<br />
Non si è, a mio parere, riflettuto abbastanza sul fatto che, nel consesso delle arti, la poesia ha questa sua assoluta singolarità: precisamente la mutazione radicale dei suoi modi di espressione e fruizione, cosa che non ha eguali per le altre discipline artistiche. [...]</p>
<p>#3<br />
Resta intanto il fatto che, nello scegliere di essere fruita ‘letterariamente’ e solo ‘letterariamente’ la poesia fa una scelta ideologica, delimita precisamente il suo ‘pubblico ideale’, sceglie sin le classi sociali a cui rivolgersi,  né si fa solo borghese, ma sceglie, formalmente, di puntare tutto sul verso, piuttosto che sul ritmo, sulla prosodia esclusivamente visiva degli ‘a capo’, piuttosto che sul battere ritmato del cuore e sul soffio cadenzato del parlare; rinuncia alla sua concretezza materica, per consegnarsi mani e piedi alla fruizione silenziosa. Decide d’essere patria del ‘simbolico’, scaccia dalle sue mura ogni funzione fàtica, storce la bocca ad ogni andamento anaforico, libera il verso dal ‘tempo’ e dalla quantità, lo sottrae alla durata, sfugge alle costrizioni delle forme chiuse (che sono peraltro forme della ‘durata’, aspetti della concretezza della poesia, tanto quanto della semplice quantità ‘linguistica’, non solo modelli letterari ormai vuoti, canoni invecchiati), per affidarsi al flusso teoricamente infinito dello scritto, che schiaccia e blocca lo scorrere del tempo, siderandolo nella geometria retta e bustrofedica del rigo che si fa verso; essa costruisce ghetti per i suoi aspetti allegorici, sostituisce la dinamica della metonimia con l’immobilità della metafora, con il suo gioco di specchi approntati a <em>mise en abyme</em>… pronta (e prona), d’ora in avanti, ad affascinare l’occhio, sia pur a costo di condannarsi al silenzio. [...]</p>
<p>#4<br />
[...] Ciò che ne deriva è che oggi, com’è a mio parere ovvio che sia, non è tanto preminente la discussione a proposito delle poetiche in sé, quanto, a monte di tutto ciò, quella che cerca di fare chiaro a proposito delle scelte ‘mediali’ dei singoli autori e che anche la concentrazione dei singoli autori sia maggiormente dedicata proprio all’approfondimento di tutto quanto, implicitamente, comporta a livello formale, estetico, lo spostamento di ‘canale’, dalla carta alla voce, o più ampiamente al suono. [...]</p>
<p>#5<br />
Ma, al di là di queste questioni, ciò che appare evidente è il bisogno per la poesia, in questo presente, di ricalibrare le distanze con il romanzo, sfuggendo al suo abbraccio mortale e riaffermando la sua sostanziale estraneità agli steccati letterari in cui essa è rinchiusa in così incomoda compagnia. [...]</p>
<p>#6<br />
Tutto ciò accade ormai in un quadro di generalizzata ‘migrazione’ delle arti.<br />
Nell’epoca del ritorno (ahimè infausto) delle migrazioni di massa, anche le arti migrano. Migrano in ogni senso.<br />
Intanto migrano materialmente, nel senso che la loro circolazione, grazie alla possibilità ora estesissima della loro ‘virtualizzazione’ e digitalizzazione, è divenuta fulminea, perpetua, irrefrenabile, pletorica.<br />
Migrano, poi, abbandonando vecchie forme, mutandole, come fossero pelle di serpente, iniziando a percorrere sentieri mediali sempre diversi.<br />
Migrano anche fisicamente, con il migrare degli artisti, anche degli artisti che non si limitano a spostarsi, ma che letteralmente migrano, fuggono dalla loro terra e innestano le loro culture e le loro <em>Weltanschauung</em>, le loro lingue, in ambiti e contesti completamente differenti.<br />
Migrano e migrando le arti s’incontrano, si mescolano, s’influenzano, si accoppiano, o definitivamente si dividono. [...]</p>
<p>#7<br />
[...] Detto questo, la <em>spoken music</em> (la ‘poesia per musica’, se preferite) sarebbe quel particolare tipo di poesia contemporanea nel quale un testo è accordato (<em>temperato</em>) ad una musica originale e in cui le caratteristiche formali dei suoni, della melodia e dei ritmi musicali e il rapporto da essi stabilito con la vocalità del poeta (a livello sia melodico, che ritmico-prosodico) e con gli aspetti ritmici, prosodici e melodici del testo in sé, sono parte integrante della qualità formali di detta poesia e, per molti versi, anche del testo stesso di quella poesia. [...]</p>
<p>#8<br />
Una delle ragioni per le quali la poesia ‘muta’ e gli integerrimi custodi della letteratura, i critici letterari e i filologi, hanno avuto cura di rifiutare con costante fermezza ogni rapporto possibile tra poesia e musica, pur dinanzi all’evidenza storica di un dialogo costante e di una condivisione sentita a lungo come necessaria da entrambe le arti, è probabilmente proprio il bisogno di cancellare ogni memoria di un rapporto che, al solo ricordarlo, avrebbe posto di nuovo la poesia di fronte alla sua natura sostanzialmente orale e sonora. [...]</p>
<p>#9<br />
[...] Nel momento in cui un poeta non si pone come proprio obiettivo soltanto quello di scrivere un testo, ma anche quello di eseguirlo, interpretandolo, e magari di accordarlo, <em>temperarlo</em> con la musica i problemi formali e ‘tecnici’ che gli sorgono davanti sono molteplici e spesso piuttosto complessi.<br />
Le sue scelte vocali, ritmiche e ‘musicali’ avranno, infatti, un evidente valore estetico, tanto quanto quelle strettamente linguistiche.<br />
Nel momento in cui un poeta decide di comporre testi destinati all’esecuzione orale e/o a ‘temperarsi’ con la musica, i suoi problemi tecnici aumentano grandemente, come anche quelli formali: essi non sono più soltanto di natura linguistica, o letteraria, ma anche vocale, ritmica e musicale.<br />
Eseguire un testo di poesia orale, o di <em>spoken music</em>, non ha nulla a che vedere con il semplice <em>pronunciare</em> ad alta voce quel testo.</p>
<p>#10<br />
In poesia il problema dell’interpretazione è sempre, prima che un problema ermeneutico, un problema di esecuzione, è una performatività, e solo dopo, eventualmente, esso prende consistenza, diciamo così, critico-letteraria.<br />
Ciò significa che la prima interpretazione di un’<em>oratura</em> poetica è sempre del suo autore.<br />
Senza di essa quel politesto complesso che è l’esecuzione reale (vocale e/o vocale-musicale) di una poesia, semplicemente non esisterebbe nella sua totalità. [...]</p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">____________________________________</span>per leggerlo intero <strong>scarica</strong> l&#8217;<span style="color: #800000;"><a href="../../ebook/InPensiero_6_e-book.pdf"><strong><em>ebook</em> 06</strong></a></span></span></p>
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		<title>presentazioni 05 &#124; Firenze</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 09:07:07 +0000</pubDate>
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&#60;br&#62;
Domenica 18 dicembre ore 19.00
 CITÉ


(Borgo San Frediano, 20r, Firenze)

una serata di 
performance e musica live,  proiezioni

con
Rosaria Lorusso
Franco Ionda
Francesco &#8220;Kento&#8221; Carlo
  Gianmaria Nerli
 
 
 
 in  pensiero presenta i contenuti multimediali del numero appena uscito,  proponendo una performance poetica  di Rosaria Lorusso,  un concerto rap di Francesco &#8220;Kento&#8221; [...]]]></description>
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</span></strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&lt;br&gt;</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Domenica 18 dicembre ore 19.00<br />
<span style="color: #ff0000;"> </span></strong><strong><span style="color: #ff0000;">CITÉ</span><br />
</strong></h3>
<address style="text-align: center;">
<address style="text-align: center;">(Borgo San Frediano, 20r, Firenze)</address>
</address>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000000;">una serata di </span></strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">performance <span style="color: #008000;">e</span> <span style="color: #000080;">musica live<span style="color: #ff0000;">,</span></span><span style="color: #008000;"> </span> <span style="color: #008000;">proiezioni</span></span><em><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></em></h3>
<p style="text-align: center;"><strong>con</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><strong>Rosaria Lorusso</strong><br />
</strong><strong><strong>Franco Ionda</strong></strong><br />
<strong><strong>Francesco &#8220;Kento&#8221; Carlo</strong></strong><strong><br />
</strong> <strong> Gianmaria Nerli</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;"> </span><span style="color: #ff0000;">in  pensiero</span></strong> presenta i contenuti multimediali del numero appena uscito,  proponendo una <strong>performance poetica </strong> di <span style="color: #ff0000;"><strong>Rosaria Lorusso</strong><span style="color: #333333;">,</span><span style="color: #000000;"> </span> <span style="color: #333333;">un <strong>concerto rap</strong></span> <span style="color: #333333;">di</span> <strong>Francesco &#8220;Kento&#8221; Carlo</strong></span>, la <strong>proiezione</strong> del nuovo <strong>video</strong> di <strong><span style="color: #ff0000;">Franco Ionda</span></strong>, la <strong>proiezione</strong> del <strong>trailer</strong> di <span style="color: #ff0000;">Nei molti mondi</span>, film di <span style="color: #ff0000;">Gabriele Frasca</span> e <span style="color: #ff0000;">Guido Acampa</span><span style="color: #ff0000;"> </span>, l&#8217;<strong><span style="color: #000000;">ascolto</span> </strong>di una <strong>canzone</strong> di <span style="color: #ff0000;">Pane</span>, di un <strong>brano musicale</strong> di <span style="color: #ff0000;">Mamuthones</span> e  tanto altro&#8230;</p>
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		<title>indici 05</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 15:39:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[in pensiero 05 &#124; indice volume
Jessica Hilltout Joy is round [fotografia]
Santiago Cirugeda Recetas Urbanas [tavole d’architettura/saggio]
Assemblea Costituente della Bolivia Nuova Costituzione Politica [testo legislativo]
Luigi Nacci Walkingame [zibaldone/eserciziario]
Paolo Castaldi Sui generis [fumetto]
Elena Nonnis Nodi nido [libro d’artista/scultura]
Roberta Radini / Pietro Spirito Mondi possibili [racconto e fotografia]
Gianmaria Nerli Tre pirati [trialogo]
Maria Teresa Carbone Griot [saggio]
AA VV L’italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #b4151b;">in pensiero<strong> </strong>05<strong> | indice volume</strong></span></p>
<p><strong>Jessica Hilltout</strong> Joy is round [fotografia]<br />
<strong>Santiago Cirugeda</strong> Recetas Urbanas [tavole d’architettura/saggio]<br />
<strong>Assemblea Costituente della Bolivia</strong> Nuova Costituzione Politica [testo legislativo]<br />
<strong>Luigi Nacci</strong> Walkingame [zibaldone/eserciziario]<br />
<strong>Paolo Castaldi</strong> Sui generis [fumetto]<br />
<strong>Elena Nonnis</strong> Nodi nido [libro d’artista/scultura]<br />
<strong>Roberta Radini</strong> / Pietro Spirito Mondi possibili [racconto e fotografia]<br />
<strong>Gianmaria Nerli</strong> Tre pirati [trialogo]<br />
<strong>Maria Teresa Carbone</strong> Griot [saggio]<br />
<strong>AA VV</strong> L’italia a pezzi [poesia nelle lingue d’Italia]<br />
<strong>Stefano Masini</strong> Al bivio delle sementi [conversazione]</p>
<p><span style="color: #b4151b;">in pensiero<strong> </strong>05<strong>| indice dvd</strong></span></p>
<p><strong>Franco Ionda</strong> Libertà provvisoria (on y va?) [video]<br />
<strong>Guido Acampa/Gabriele Frasca/Bruno Gaetano/Massimiliano Sacchi</strong> Nei molti mondi [trailer]<br />
<strong>Francesco “Kento” Carlo</strong> Stalingrado Rmx [spoken music]<br />
<strong>Mamuthones</strong> More alien than aliens [musica]<br />
<strong>Vialka</strong> Science &amp; Superstition [musica]<br />
<strong>Pane</strong> Cavallo [musica]</p>
<p><span style="color: #b4151b;"><strong><a href="http://www.inpensiero.it/ebook/InPensiero_5_e-book.pdf">Scarica e-book 05</a> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #b4151b;"><strong><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/themes/whitez/n_5.htm">Vai alla presentazione</a><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color: #b4151b;"><strong><br />
</strong></span></p>
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		<title>In Pensiero &#124; Home</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 01:50:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[    __________________________________________________________ Booktrailer 10

&#60;/________________________________________         _             _scarica gratis l&#8217;e-book 10 
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 da in pensiero 10
Paradossi della libertà
 


Paradosso contemporaneo della libertà, secondo il modo di vita occidentale: le persone sentono di godere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"> </span><strong><span style="color: #808080;"> </span></strong><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;"> </span> ________</span></span></strong><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">___</span></span></strong><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">___</span></span></strong><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">___</span></span></strong><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">___</span></span></strong><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">___</span></span></strong><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">_______________</span></span></strong><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">___</span></span></strong><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">_________________ </span></span></strong><span style="color: #808080;">Booktrailer 10</span><br />
</span><iframe src="http://player.vimeo.com/video/292621166?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ffffff" width="436" height="245" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&lt;/</span><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;">________________________________________         _             _</span></span></strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.inpensiero.it/ebook/InPensiero_10_e-book.pdf"><strong>scarica gratis l&#8217;e-book 10</strong></a><a href="http://www.inpensiero.it/indici-summaries-04"><strong> </strong></a></span></p>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;"> </span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 10</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1711">Paradossi della libertà</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1558"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1558"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"></span></span><br />
<span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Paradosso contemporaneo della libertà, secondo il modo di vita occidentale: le persone sentono di godere e godono indubitabilmente di una sempre più ampia libertà individuale; sono sempre meno vincolate verso codici etici e regolativi, schemi di comportamento, impostazioni morali o simboliche stringenti, verso obblighi formali/sostanziali nei confronti delle istituzioni; sentono di non dovere più rispondere, come accadeva un tempo, a autorità centrali e sovrane. Si sentono sempre più libere di scegliere a favore del proprio benessere privato, dall’orientamento sessuale alla responsabilità verso l’altro, dai legami affettivi alla affermazione delle proprie passioni. Un mondo liquido, senza legami, senza riferimenti, o senza costrizioni, un mondo “liberato” per l’individuo. <strong>Eppure </strong>il mondo “liberato” per l’individuo è allo stesso tempo anche un mondo “liberato” dal soggetto, il quale è assorbito quasi completamente dalla condizione di individuo, che a sua volta si identifica sempre più con il proprio involucro, o esoscheletro, di relazioni e prestazioni sociali. Tanto che qualsiasi persona sana di mente si sente sempre più costretta e imprigionata nella mole quotidiana delle richieste sociali: dover essere sempre efficiente e produttivo in ogni momento e ambito della vita (dalla percezione di sé come persona che si afferma, alla conquista di uno status anche lavorativo, dalle performance affettive o sessuali, alla cura di sé); rispondere al dovere di essere in comunicazione in tempo reale (mail telefonate social ecc.); rispondere all’obbligo del godimento perpetuo, in nome di una vita costantemente piena di sensazioni e dove si intensificano le esperienze del mondo (una vita non basta a conoscere il mondo, bisogna viverne varie, accelerare tutti i tempi); rispondere all’obbligo di una costante valutazione del proprio passaggio nel mondo, a costo di non rimanere indietro nel computo economico che a ognuno viene richiesto di fare su se stesso; mettere tutto a valore, doversi sentire in perpetua crescita, e quindi espandere sempre i propri territori o domini; sentirsi obbligati a rispondere alle ingiunzioni della burocrazia ipertrofizzata o della tecnologia (che gareggiano l’una con l’altra). Sentirsi in definitiva sempre più risucchiati dal principio della competitività (essere sempre sul mercato, come persone e come individui) e costretti all’interno di un meccanismo (la ruota del criceto) che richiede prestazioni a ciclo continuo in favore della libertà di scelta personale, ma a discapito tanto della condivisione collettiva, e quindi della partecipazione politica, quanto della possibilità di esistere come soggetto portatore di desiderio. Da qui la domanda:<br />
<strong>Questa libertà rende liberi? Questa libertà rende felici?<br />
 </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1914">Continua a leggere</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;"> </span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 10</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1914">Cul de Sac. Se saremo dinosauri</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1914"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1914"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"></span></span><br />
<span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Fa una grande differenza sentirsi a disagio nel mondo di oggi rispetto anche solo a una trentina di anni fa: gli sfortunati che un tempo erano o si sentivano emarginati dalla propria stessa vita, o che quella vita non accettavano, potevano comodamente riconoscersi nella metafora ittica del pesce fuor d’acqua. Hai voglia a nuotare nel grande acquario del mondo, per un verso o per l’altro da quel mondo si sarebbero sentiti e forse sarebbero effettivamente stati fuori. Incapaci di aderire alla vita che gli si apparecchiava davanti. Appunto, pesci fuor d’acqua. Oggi però quella situazione è saltata: è semplicemente impossibile cullarsi nell’illusione di stare fuori dall’acqua. L’acquario si è enormemente ingrandito e nel bene o nel male essere o sentirsi fuori dall’acqua è un’esperienza lontana dai nostri orizzonti cognitivi e forse anche emotivi. La novità è che la nostra percezione del mondo tende a equivalere all’acquario in cui nuotiamo. Che si cammini a piè sospinto per strade luminose o che si boccheggi a ogni passo difficilmente ci sentiremo fuori dall’acqua. E se proprio non si vuole rinunciare alla metafora ittica, va detto che oggi non si può far altro che essere pesci eternamente sott’acqua. Perché? </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1914">Continua a leggere</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span>|\|/</h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"> </span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">dal DVD<em> in pensiero</em> 9 / <span style="color: #4b77a0;">l&#8217;assolo_doc</span></span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1720"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';">La classe docente va in paradiso</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Valentina Giordano</span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/classe-docente-21.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1765" title="classe docente 2" src="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/classe-docente-21.png" alt="classe docente 2" width="434" height="244" /></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Realizzato nel 2009 con la Civica scuola di Cinema di Milano, il <strong>documentario </strong>di Valentina Giordano affronta la complessa e delicata situazione della classe docente italiana, alle prese con forme di precarietà sempre più persistenti e una crisi di legittimazione che è allo stesso tempo sociale, politica, professionale. Una regia spigliata e fresca sa rendere a pieno il senso di disagio ma anche di dignità, di precarietà ma anche di passione che anima i giovani insegnanti protagonisti della narrazione. </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><a style="font-family: 'Lucida Sans';" href="http://www.inpensiero.it/archives/1720">Continua </a><span style="line-height: 16px;"><span style="color: #888888;">(e guarda un estratto da la classe docente va in paradiso)</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><span style="color: #888888;"><strong><br />
</strong></span></span></span></p>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span>\||/</h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;"><span style="color: #808080;"> </span></span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 9</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1731">Graphic Poems</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1552"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1552"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Bernardo Cinquetti / Vittorio Bustaffa</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Il genere ambiguo e ibrido che incarnano i <strong>graphic poems</strong>, ovvero le poesie grafiche o fumetti poetici di Bernardo Cinquetti, testi e sceneggiatura, e Vittorio Bustaffa, illustrazioni, è già di per sé una riflessione sulle forme ambigue e ibride in cui si presenta il pensiero. In questi due graphic poems, Paysage passage e Paix, infatti le diverse temporalità e le incomparabili suggestioni di parole e immagini si rincorrono a vicenda senza sapere chi preceda e chi segua. </span><span style="color: #993300;"> </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1731">Continua</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/La-pace-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1739" title="La pace 3" src="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/La-pace-3.jpg" alt="La pace 3" width="434" height="310" /></a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span>|\|/</h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"> </span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">dal DVD<em> in pensiero</em> 9</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1769">Suonisudine</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Geremia Vinattieri</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">La <strong>composizione musicale</strong> di Geremia Vinattieri racchiude nelle sue armonie il tempo e lo spazio di una città concreta e reale, come suggerisce anche il titolo. Nata in occasione di un call for artist promosso nella città di Udine, Suonisudine si serve realmente della città, tanto come strumento musicale quanto come cassa armonica: l’artista ne registra i suoni appunto facendo risuonare la città, pizzicandola, sfregandola, percuotendola, e allo stesso tempo usa piazze parchi logge strade case come set dove far risuonare oggetti sonori.</span> </span><span style="font-family: 'Lucida Sans';"> </span></span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1769">Continua </a><span style="color: #888888;"><strong> </strong></span></span></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;">Ascolta un estratto di Suonisudine<em>.</em> L&#8217;intera traccia all&#8217;interno del dvd di<em>in pensiero</em> 9</span></span></span></p>
<p><strong><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;"> </span></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #888888;"> </span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></strong>\||/</h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"> </span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 9</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1774">Il pianeta tossico. Sopravviveremo a noi stessi?</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Giancarlo Sturloni</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"> </span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p>Siamo di passaggio.<br />
Per quanto possiamo maltrattare il pianeta che ci ospita, ridurlo a una cloaca tossica, bombardarlo con radiazioni nucleari, trasformare il suolo in deserto e il mare in una laguna di plastica, saturare l’atmosfera di gas serra, lacerare lo strato di ozono, abbattere l’ultima foresta e sciogliere i ghiacci delle calotte polari, non appena ci toglieremo dai piedi la Terra si riprenderà. <a style="color: #993300;" href="http://www.inpensiero.it/archives/1774 ">Continua</a></p>
<div><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"></p>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span>\||/</h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;"><span style="color: #808080;"> </span></span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 9</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1794">Nebulosas</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #333333;">Ernesto Morales</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #333333;">Osservando le pitture di Ernesto Morales si assiste a un fenomeno raro, il prender forma della materia stessa che crea le forme, cioè il pulviscolo di colore che crea le nuvole dipinte, la materia acquea che crea le nuvole vere, il vento di materia cosmica che crea le costellazioni, le nebulose. Ma le nebulose, o la loro versione terrestre le nuvole, di questi dipinti non sono solamente l’oggetto, dal momento che sembrano suggerire la loro stessa la cifra formale: la loro materia pittorica, infatti, sembra forzare il confine della propria permanenza, sembra forzare la tela perché non rappresenti una forma, ma l’impermanenza di tutte le forme.</span><span style="color: #993300;"> </span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1794">Continua</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #993300;"><br />
</span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/3-Medusa-y-nebulosas-2014-cm100x150-olio-su-tela-copia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1796" title="3-Medusa y nebulosas-2014-cm100x150-olio su tela copia" src="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/3-Medusa-y-nebulosas-2014-cm100x150-olio-su-tela-copia.jpg" alt="3-Medusa y nebulosas-2014-cm100x150-olio su tela copia" width="434" height="289" /></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #993300;"><br />
</span></span></p>
<div><span style="font-size: 10pt;"></p>
<p></span></div>
<p></span></div>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;"> </span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 8</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1558">Cul de Sac. Sapere senza destino</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1558"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1558"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Gianmaria Nerli</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">I più informati tra noi oggi dormono sonni tranquilli. Sanno bene che tutto è a portata di mano, tutto è lassù, immagazzinato tra le nuvole, pronto per essere colto al bisogno. È come camminare tra gli alberi di un frutteto, se hai fame alzi una mano e prendi la mela. I più informati tra noi sanno bene come raggiungere ogni frutto, se hanno bisogno di una mela la colgono al volo, se hanno bisogno di un mango, di un’arancia, di un maracuyá, di una nespola o di un grappo d’uva allungano una mano, e via, si nutrono a piacimento. Sanno bene che mai come adesso ogni loro appetito, dal futile capriccio al nutrimento di sostanza, avrà risposta in poco tempo, essendo tutti i frutti raccolti e catalogati una volta per tutte da qualche parte tra le nuvole delle reti globali. Ogni frutto che cercano è già dato, ogni sapere di cui hanno bisogno è già sistemato, ogni conoscenza definita e collocata da qualche parte dentro gli infiniti server che contengono tutte le informazioni del mondo (si sprecano ovviamente i gai annunci sui miliardi di dati che si accumulano ogni ora nel mondo, un’ora di oggi ci regala più informazione di un secolo di ieri). I più informati dormono sonni tranquilli, a sentir loro, ma forse gli altri no, si agitano nel sonno, ancora infestato da fantasmi in cerca di risposte che non arrivano mai. </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1558">Continua a leggere</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span>|\|/</h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"> </span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">dal DVD<em> in pensiero</em> 8 / <span style="color: #4b77a0;">l&#8217;assolo</span></span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';">Canzoni sussurrate <em>lo fi</em></span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Canio Loguercio</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Con le <strong>canzoni </strong>realmente <strong>sussurrate</strong> di Canio Loguercio non si fa a tempo a porgere l’orecchio che si sprofonda nel fluire frenetico e insieme lento di una voce che sembra in cammino da sempre, espressione familiare e perturbante insieme di un mondo ctonio fatto di mormorii, fremiti e appunto sussurri. E proprio la voce dà il senso dell’opera, potente calamita che attrae e racchiude tra le proprie vibrazioni non solo il mondo di amori tragici che fa da sfondo all’album, ma un intero universo da cui sprigionano relazioni umane, memorie, corpi sempre in balia di un destino che non li comprende e non li vede. </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567">Continua</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1567"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;">Ascolta il brano <em>Voccarossa.</em> L&#8217;intero album all&#8217;interno del dvd di<em>in pensiero</em> 8</span></span></span></p>
<p><span style="color: #888888;"></span></p>
<p><span style="color: #888888;"> </span></p>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;">\||/</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;"><span style="color: #808080;"> </span></span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 8</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1552">Bandiera rossa</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1552"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1552"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Ugo Pierri</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/Ugo-Pierri4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1625" title="Ugo Pierri4" src="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/Ugo-Pierri4.jpg" alt="Ugo Pierri4" width="434" height="311" /></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Gli <strong>acquarelli</strong> di Ugo Pierri hanno l’immediata forza visiva di un fantasma che appare all’improvviso, sbucato magari attraverso il muro della nostra quasi dimenticata storia recente. La bandiera rossa è allo stesso tempo l’oggetto carico di significati storici, simbolici, emotivi e il fantasma degli uomini e delle donne che per alcuni decenni quell’oggetto hanno issato al vento, o avviluppato intorno ai corpi. E proprio quei corpi, avvolti da una leggera aureola espressionista, coperti della patina deformante della storia, sono i protagonisti fantasmatici ma reali dei disegni. E di quei corpi le bandiere sventolano la passione, l’entusiasmo, la solidarietà, la fiducia, ma anche le malinconie, le solitudini, le sconfitte, gli errori, un turbine di speranze, illusioni e disillusioni capace di coinvolgere tre o quattro generazioni del secolo scorso. </span><span style="color: #993300;"> </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1552">Continua</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></strong>\||/</h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"> </span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 8</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1574">Madrigali con figure</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1574"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1574"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Silvia Cassioli</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"> </span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/silvia-cassioli-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1549" title="Silvia Cassioli" src="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/silvia-cassioli-1.jpg" alt="Silvia Cassioli" width="434" height="359" /></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Le <strong>poesie, i disegni, gli oggetti</strong> di <strong>Silvia Cassioli</strong> qui pubblicati fanno parte di un ampio progetto che trova sintesi in uno spettacolo scenico interpretato da Rosaria Lo Russo. I madrigali nascono propriamente come riscritture da autori rinascimentali e barocchi, da Tasso a Guarini da Gaspara Stampa a Michelangelo, riletti secondo un punto di vista che aggancia il genere ai tempi presenti, riesumando tra gioco e archeologia la poesia d’amore e aggiornandola alle nuove figure che ne compongono oggi la galassia. Lavoro nato come libro illustrato, qui l’immagine del cuore, che accompagna ossessivamente la rima baciata del madrigale, è allegoria di questa nuova e mutata sfera erotica, dove ogni passione, seppur con ironia, sembra messa in vendita. </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1574">Continua</a></span></span></p>
<div><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"></p>
<h2><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span>\||/</h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;"><span style="color: #808080;"> </span></span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 0px;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 8</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 22px; font-family: 'Lucida Sans';"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1552">Cina città. Tempo e spazio nell&#8217;età globale</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1552"> </a><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1552"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Francesco Terzago</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #333333;">Guanzhou è stato abbandonato agli inizi del duemila. Gli abitanti sono stati dispersi dal governo e ora la maggior parte di loro risiede nei villaggi vi- cini. Solo poche famiglie sono tornate a vivere a in ciò che resta di questo insediamento di dinastia Song, mi ha detto il pittore che mi sta accom- pagnando, un uomo alto quasi due metri, sulla soglia dei trentanni, ex campione di badminton. Hanno sfidato le autorità occupando un tempio e alcune vecchie case in riva a uno stagno. L’agricoltura che queste persone praticano è quella di sussistenza. Crescono papaie e banani nel mezzo dei ruderi o lungo i pendii delle colline che con il loro abbraccio verde cingono questa chiazza di tetti di pietra. Allevano qualche bestia, queste famiglie: oche, polli e piccoli maiali che, durante il fine-settimana, vendono alla gente di città. La gente di città capitata da queste parti cercando quella serenità d’animo che solo la natura, il verde, è capace di risvegliare.</span><span style="color: #993300;"> </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1632">Continua</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 16px; font-family: 'Lucida Sans';"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<p></span></div>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|/|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;"> </span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;"><span style="color: #888888;"> <span style="color: #808080;"> </span></span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 7</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1154"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">Cul de Sac. Blog di <strong>s</strong>tatistiche <strong>a</strong>lgoritmi <strong>c</strong>ataloghi</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1154"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1154"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Gianmaria Nerli </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> Che oggi si viva nell’era o nel regno del numero non è certo né un  mistero né una novità. La nostra vita sociale vola sulle ali di un’ormai  ubiqua interfaccia digitale, l’archiviazione di ogni tipo di dato o  informazione è affidata quasi unicamente a tecnologie digitali,  l’esperienza del mondo di molta parte della popolazione urbana, ormai in  via d’estinzione anche l’ultima enclave analogica, la vecchia  televisione via etere, è frastagliata e frazionata tra i flussi e le  combinazioni di digitalissmi 01 01 01 01. Chi non ha in mente le  immagini-totem – o già forse le immagini-archetipo? – del nuovo <em>digital millennium</em>,  la cascata di numeri a formare pareti insuperabili di 01 01 01 01 che  Matrix ha scolpito nella nostra psiche? Ma perché poi ci ostiniamo a  chiamare questo mondo – che pure è stato prefigurato da almeno tre o  quattro decenni di varia letteratura – <em>digitale</em> (dall’inglese <em>digit</em>,  “cifra”)? Più onesta con i suoi parlanti in questo caso la lingua  francese, che come spesso accade chiama cacio il cacio e pere le pere:  in francese il nostro è un <em>monde numérique</em>. </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1154">Continua a leggere</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;">/\|\</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;"><span style="color: #888888;"> </span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 7</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1157"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">Cono d&#8217;ombra</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1157"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1157"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Piero Mascetti </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/mascetti.jpg"><img title="mascetti" src="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/mascetti.jpg" alt="mascetti" width="434" height="202" /></a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"> </a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">I <strong>dipinti</strong> di Piero Mascetti già al primo sguardo promettono un viaggio, o meglio  un’immersione, tra le diverse dimensioni del tempo che sottoponiamo alla  forte centrifuga del nostro punto di vista contemporaneo. È come se  spazio e tempo, quelli del presente, quelli del futuro, quelli del  passato si fondessero in un’unica materia, concettuale prima che  pittorica, e dessero vita a un orizzonte prigioniero dei propri gorghi:  un orizzonte di vita dove la fusione dei tempi non racconta di una  instabile continuità tra la storia e il futuro, magari pacificata nello  slancio ideale di qualche moda, ma al contrario mostra gli scarti, il  conflitto, lo scontro di materia irriducibile a qualsiasi altra materia. </span><span style="color: #993300;"> </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1157">Continua</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;">|\|/</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;"><span style="color: #888888;"> </span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;;"><span style="color: #888888;">dal DVD<em> in pensiero</em> 7 / <span style="color: #4b77a0;">l&#8217;assolo</span></span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1160"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">The Red Tower / estratto</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1160"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1160"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Claudio Rocchetti </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> Secondo <em>assolo</em> proposto da <em>in pensiero</em>, <em>The red Tower</em>, è un lungo <strong>brano di musica elettronica</strong> composto da Claudio Rocchetti – da qualche anno uno dei musicisti  elettronici più attivi e vivaci nel panorama europeo, grazie soprattutto  al suo lavoro di ricerca sul suono (come elemento non solo emotivo e  compositivo, ma anche materico, estratto da strumenti elettronici e  analogici), sulle sue potenzialità tecniche, espressive in studio e dal  vivo. <em>The red Tower</em> colpisce immediatamente la fantasia dell’ascoltatore per la capacità evocativa delle sue sonorità, </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1160">Continua</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1160"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1160"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;">Ascolta un estratto da <em>The Red Tower</em>. L&#8217;intero brano di 45&#8242;03&#8221; all&#8217;interno del dvd di <em>in pensiero</em> 7</span></span></span></p>
<p><span style="color: #888888;"></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;">\||/</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;"><span style="color: #888888;"> </span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 7</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1168"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">Il gioco dei fumetti</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1168"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1168"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Claudio Calia </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/CaliaA.jpg"><img title="CaliaA" src="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/CaliaA.jpg" alt="CaliaA" width="434" height="163" /></a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"> </a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Nuovo  tassello di un libro in divenire, le tavole a fumetti di Claudio Calia  continuano la narrazione de Il gioco dei fumetti, di cui in pensiero  aveva già pubblicato il primo capitolo. La storia si dipana da uno  spunto autobiografico, che è allo stesso tempo tematizzato e usato a  pretesto di congegno narrativo, dove pescando casualmente una carta,  attraverso i disegni, prendono forma i vari episodi. In queste tavole,  il congegno del gioco cede spazio all’episodio di vita personale, una  rincorsa verso l’ospedale che è anche un viaggio verso la figlia che sta  nascendo. </span><span style="color: #993300;"> </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1168">Continua</a></span></span></p>
<h2><span style="color: #000000;">|/|\</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;;"><span style="color: #888888;"> da<em> in pensiero</em> 6</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"> </span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/771"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">Per una poesia ben temperata</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/771"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/771"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Lello Voce </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> Occorre  innanzitutto precisare quella che è una mia convinzione  profonda e cioè  che la poesia sia un’arte implicitamente politica,  indipendentemente  dai temi che essa decide di trattare, ma precisamente  per la sua forma,  e, ancor più precisamente per le forme della sua  ricezione. Il rapporto  tra artista e fruitore caratterizza in modo  radicale le arti e le loro  forme e ciò vale, a maggior ragione, per  un’arte che, come ha  giustamente sottolineato Frasca, è, prima ancor  che un’arte, un medium,  il primo medium che l’uomo conosca per la  trasmissione dell’informazione  ‘non genetica’. La poesia nasce prima  dei poeti. La poesia nasce  insieme alla comunità. </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/771">Continua a leggere</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">|/<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;">\|\/</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;"><span style="color: #888888;"> <span style="color: #808080;">il blog</span></span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1064"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">Reclamo a youtube per violazione etica&#8230;</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1064"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1064">ALTRO CHE COPYRIGHT</a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1064"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1064"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> <em>in pensiero</em> sta subendo un abuso che andrebbe definito grave, anche se dell’abuso molti, ormai assuefatti, neppure si accorgerebbero: <strong>in nome del copyright è costretta da YouTube a esporre coattamente una pubblicità sul video del proprio booktrailer</strong>. </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/1064">Continua a leggere</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;">|\|/</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;"><span style="color: #888888;"> </span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;;"><span style="color: #888888;">dal DVD<em> in pensiero</em> 6 / <span style="color: #4b77a0;">l&#8217;assolo</span></span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/817"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">Est est est. Un viaggio in musica</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/817"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/817"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Stefano Bembi / Alessandro Simonetto </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> L&#8217;<strong>album musicale</strong> realizzato da Stefano Bembi (alla Fisarmonica) e Alessandro Simonetto (al violino) – e prodotto da <em>Casa della Musica di Trieste</em> e <em>in pensiero</em> – è un avventuroso viaggio in musica nelle terre dell&#8217;Est Europa. A  Trieste, la città di passaggi e di confini da cui inizia il viaggio, è  intitolato il primo brano, un <em>medley</em> sulla storia e le influenze multietniche che la caratterizzano. </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/817">Continua</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/817"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/817"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;">Ascolta alcuni brani da <em>Est est est. Un viaggio in musica</em>, l&#8217;album all&#8217;interno del dvd di <em>in pensiero</em> 6</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;"> </span></span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;"></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;">Souika Hora (tradizionale rumena)</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;"> </span></span></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">/|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;">\|/|</span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;"><span style="color: #888888;"> <span style="color: #808080;"> </span></span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 6</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/837"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">Il racconto sotto la pietra</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/837"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/837"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Andrés Burgos / Jacinta Escudos / Ulises Ju</span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">á</span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">rez Polanco </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> <strong>Ulises Juárez Polanco, Nicaragua</strong> | Uno dei più importanti poeti del Nicaragua e chissà  dell’Ispanoamerica, Ernesto Cardenal, ha scritto recentemente un saggio  in cui affronta il tema della solidarietà come elemento fondante del  nostro DNA. Parla delle monocellule e di come una monocellula ne ha  cercata un’altra per congiungersi e moltiplicarsi esponenzialmente:  nella nostra costituzione monocellulare c’è già implicito il bisogno di  cercare l’altro. Raccontare significa trasmettere conoscenze,  esperienze, visioni, non importa che siano biografiche o meno,  raccontare implica sempre questa trasmissione. Raccontiamo perché siamo  esseri sociali, </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/837">Continua a leggere</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">\|<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;">\|/|</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;"><span style="color: #888888;"> </span></span><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;;"><span style="color: #888888;">da<em> in pensiero</em> 6</span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/852"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">I volti della riforma agraria</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/852"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/852"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Francesco Pierri Clara Mauricio </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"><img style="border-width: 0px;" title="zimbabwe" src="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg" alt="zimbabwe" width="446" height="180" /></a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/zimbabwe-per-sito4.jpg"> </a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Il <strong>fotoreportage</strong> di <strong>Francesco Pierri</strong> e <strong>Clara Mauricio</strong> non nasce da un’esclusiva intenzione estetica, ma da una intima e  appassionata adesione antropologica, intellettuale e politica ai  fenomeni di riforma agraria che si stanno sviluppando in alcuni paesi  del mondo (qui Brasile, Cuba, Sud Africa, Zimbabwe). I due autori sono  infatti, oltre che fotografi, studiosi e dirigenti del governo  brasiliano, e da lì ideatori e promotori di politiche di riforma  agraria. Questa inconsueta coincidenza segna la novità e l’originalità  intellettuale di questo lavoro, dove le persone fotografate, invece di  essere preda di un obiettivo che nel migliore dei casi ne mostra il lato  patetico o le fagocita in nome di una risoluzione estetica, appaiono in  tutta la completezza antropologica e umana di persone. </span><span style="color: #993300;"> </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/852">Continua</a></span></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/852"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/852"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">|/<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;">\|\/</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;"><span style="color: #888888;"> <span style="color: #808080;">il blog</span></span></span></p>
<p><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/568"><span style="font-size: 13pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">Un mondo senza racconto&#8230;</span></a></span></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/568"> </a></p>
<p><a href="http://www.inpensiero.it/archives/568"></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Gianmaria Nerli </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Tra  le tante crisi di legittimazione che stiamo ereditando dal XX secolo, e   da quelli che lo hanno immediatamente preceduto, spicca assolutamente <em>l&#8217;estrema fragilità del raccontare</em> </span></span> <span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">che connota le varie culture oggi radunate nella nebulosa della civiltà occidentale. </span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> Una fragilità che coinvolge il <em>racconto del presente</em>,   con la diffusa inadeguatezza a comprendere categorizzare o anche solo   leggere le realtà in movimento, e che diviene inconsistenza se si  tratta  di <em>immaginare il futuro</em>, immediato o lontano che sia. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;">Nessuno  sembra davvero saper o voler raccontare: tanto le proiezioni o le  profezie del futuro che i discorsi sul presente si piegano  immancabilmente sotto il peso della propria imprecisione, prevedibilità,  limitatezza d&#8217;orizzonti e d&#8217;esperienza. E anche chi prova a raccontare,  prima ancora di raccontare, è costretto a dedicare i suoi sforzi a  convocare il suo pubblico, a creare una sua comunità privata di  target-fruitori, tanto da esaurire in questo sforzo le sue energie di  immaginazione e in definitiva le sue ambizioni di racconto. Così che  anche la relazione fondativa di ogni racconto, qualcuno che dice e  qualcuno che ascolta, ci appare di fatto svuotata. Le cose in generale, i  fatti e gli oggetti che ci circondano, sembrano non aver bisogno di  essere detti, né di essere ascoltati; semplicemente sono, o stanno; in  una sorta di super-ontologia che si innesta sul forte tronco dello sport  intellettuale oggi inevitabilmente di moda, la pratica indistinta e  impudica della tautologia. </span><span style="color: #993300;"><a href="http://www.inpensiero.it/archives/568">Continua a leggere</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #993300;"> </span></span></p>
<h2><strong><span style="color: #800000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">|\<span style="color: #ffffff;">_____________________________</span></span></span></span></span></strong><span style="color: #000000;">/|\|</p>
<p></span></h2>
<p><span style="font-size: 8pt; line-height: 5%;;"><span style="color: #888888;"> <span style="color: #808080;">in pillole</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;">&#8220;Il  seguito è una agitata e rumorosa galoppata di posizioni: Edwin che  prende Karen da dietro, mentre lei lo succhia a Joseph; questo che lecca  la passera di Karen mentre lei fa un pompino a Edwin; Joseph che riceve  Karen sopra di sé, mentre Edwin, spingendo, sudando, si sforza per  riuscire a sdraiarsi sopra di lei con l&#8217;obiettivo di completare una  manovra ad altissimo rischio: il capo, Andrea, la regista temeraria, ha  appena chiesto una doppia e simultanea penetrazione dalla vulva.&#8221;, <span style="color: #000000;">Sinar Alvarado, <em>Il debutto di un&#8217;attrice porno</em></span>, </span><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/themes/whitez/n_6.htm">in pensiero 6</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #ffffff;">__________________________________</span>:::</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;">&#8220;Quando  entriamo mi rendo conto che manca solo il fossato e il ponte levatoio, i  mobili e i manufatti sembrano gingilli da corte rumena. Hanno tutti  l’aria da Vlad e qualche cosa, il Sadistique è una fortezza in stato  d’assedio dove si guerreggia in tacchi a spillo e catene. Mikael nelle  mutande in pelle nera pare comunque un manichino proveniente dal museo  del Théâtre de la Mode. &#8220;, <span style="color: #000000;">Mary Barbara Tolusso, <em>Commedia</em></span>, </span><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/themes/whitez/n_6.htm">in pensiero 6</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #ffffff;">__________________________________</span>:::</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;">&#8220;nei  momenti in cui l’anima rozza/ la mente ignorante dei compagni/ sono più  facili alla suggestione/ con la forza cavillosa di assurdi/  ragionamenti con l’esaltazione/ della stessa opera delittuosa/ con  discussioni contrarie alla guerra/ discorsi e frasi e grida sediziose/  il prevenuto ha qui perpetrato/ l’atto velenoso di istigazione/  raffigurato nell’articolo tre/ come reato di subornazione/ ha poi messo  in atto i suoi propositi/ opponendosi a ordini formali/ rispondendo io  da qui non mi muovo/ denigrando l’opera dei comandi/ disprezzando  l’autorità militare/ su di lui ricada quindi la legge/ nella sua massima  severità/ nei suoi confronti sia emessa sentenza/ di condanna alla pena  di morte/ per la sua pervicace volontà/ criminosa d’indurre alla  rivolta&#8221;, <span style="color: #000000;">Giuseppe Nava, <em>Esecuzioni</em></span>, </span><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/themes/whitez/n_6.htm">in pensiero 6</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #ffffff;">__________________________________</span>:::</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #808080;">&#8220;Quando  ho pensato al nome, Recetas Urbanas, pensavo alle ricette di cucina, e  solo dopo ho capito che le ricette erano anche uno strumento, originale,  che andava a coprire un vuoto, a volte un vuoto legale, per risolvere  alcuni mali e tumori della città&#8221;, <span style="color: #000000;">Santiago Cirugeda, <em>Recetas Urbanas</em></span>, </span><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/themes/whitez/n_5.htm">in pensiero 5</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #ffffff;">__________________________________</span>:::</span></span></p>
<p><span style="color: #808080;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">&#8220;Sono  lingue ufficiali dello Stato il castigliano e tutte le lingue delle  nazioni e popoli indigeni originari contadini, che sono: ayamara,  araona, baure, bésiro, canichana, cavineño, cayubaba, chàcobo, chimàn,  ese ejja, guaranì, guarasu’we, guarayu, itonama, leco,  machajuyai-kallawaya, machineri, maropa, mojeño-trinitario,  mojeño-ignaciano, moré, mosetén, movima, pacawara, puquina, quechua,  sirionò, tacana, tapiete, toromona, uru-chipaya, weenhayek, yaminawa,  yuki, yuracarè e zamuco&#8221;, <span style="color: #000000;">Nuova costituzione boliviana</span>,</span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/themes/whitez/n_5.htm">in pensiero 5</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #ffffff;">__________________________________</span>:::</span></span></p>
<p><span style="color: #808080;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">&#8220;Non  esiste viandanza senza sosta, per cui siediti, riposa. Se vuoi  sdraiarti fallo, sul letto o al suolo, per strada, nel parco in cui stai  portando a spasso tua figlia, nel parcheggio dietro al supermercato, in  garage. Sai come fanno i monaci girovaghi del Monte Athos? Dormono dove  capita, appena cala il sole, perché la montagna è il loro vero  monastero, e la ricerca di un tetto sicuro toglierebbe tempo alla  preghiera (in cinese l’espressione “andare in pellegrinaggio” significa  “rendere omaggio alla montagna)&#8221;</span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;">, <span style="color: #000000;">Luigi Nacci, <em>Walkingame</em></span></span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"> </span></span><span style="font-size: 10pt; line-height: 130%; font-family: &quot;Lucida Sans&quot;;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.inpensiero.it/wordpress/wp-content/themes/whitez/n_5.htm">in pensiero 5</a></span></span></p>
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